ipoacusia cosenza

L'ipoacusia

 

Per Ipoacusia si intende una riduzione, più o meno grave dell'udito. Può colpire un solo orecchio ( ipoacusia unilaterale) o entrambi ( ipoacusia bilaterale).

La perdita completa unilaterale dell'udito è definita anacusia; la perdita totale bilaterale è detta cofosi. In rapporto alla sede anatomica del danno uditivo, essa può classificarsi in:

  • Trasmissiva se il danno riguarda l'orecchio esterno e/o medio;
  • Neurosensoriale (o Recettiva) se la lesione è a carico della coclea (cocleare) o se interessa il nervo acustico (retrococleare);
  • Mista se vi è una contemporanea sofferenza della porzione media ed interna dell'orecchio;
  • Percettiva se ad essere compromesse sono le vie uditive centrali (nuclei del tronco encefalico e/o aree della corteccia cerebrale).

Attraverso la determinazione della soglia audiometrica, (minimo livello di intensità acustica espressa in decibel-dB che il soggetto sottoposto ad esame audiometrico è in grado di percepire), è possibile classificare il grado della perdita uditiva:

  • Lieve se la soglia è compresa tra 25 e 40 dB
  • Medio se la soglia è compresa tra 40 e 70 dB
  • Grave se la soglia è compresa tra 70 e 90 dB
  • Profondo se la soglia è superiore a 90 dB.

L'ipoacusia, come ogni altra patologia che interessa l'apparato uditivo, deve essere diagnosticata da un Medico Specialista ORL/Audiologo.

 

Gli Acufeni

tinnito

L' Acufene o Tinnito, viene definito come la percezione di un suono in assenza di una stimolazione sonora (Jastreboff, 1990).

A volte anche intensamente, gli acufeni possono essere uditi in un solo orecchio, in entrambi, oppure genericamente localizzati "in testa".

Possono inoltre esprimersi in svariati modi:

  • come fischi sottili di frequenza acuta (es. pentola a pressione);
  • come ronzii (es. risacca di mare, ronzio elettrico, ecc..);
  • come un suono variabile che non ha una tonalità ben precisa (es. friggitrice, cinguettio, cicale, grilli, ecc..).

L'Acufene è il sintomo di una disfunzione multimodale, dal momento che può essere provocato da una o più alterazioni a carico di qualunque livello dell'apparato uditivo; relativamente comune e ben tollerato, esso può tuttavia deteriorare la qualità della vita dei soggetti che ne lamentano la presenza.

Le difficoltà maggiori si riscontrano nell'oggettivare la diagnosi, mettendo in relazione il disturbo ad una precisa causa.

È opportuno sfatare una credenza assai diffusa che vuole l'acufene non trattabile, falso! Oggi si hanno a disposizione innumerevoli rimedi: da quelli farmacologici, passando per quelli psicologici, fino ad arrivare agli ausili di ultima generazione che implementano il c.d. "Trattamento Zen" .

 

Basato sulla tecnologia frattale associata ad un suono, che prevede la generazione in modo casuale sequenze numeriche che producono toni, timbri ed intervalli, tale trattamento assicura un ascolto di suoni armonici e sempre diversi senza cambiamenti improvvisi di tonalità e velocità. Già utilizzata per migliorare il relax e la concentrazione, tale stimolazione sonora può ridurre la percezione dell' ACUFENE.

 

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